5. Il Ginnasio Comunale di Padova e il Regio Liceo del Dipartimento del Brenta (1812-1813)

Figura 18. Frontespizio dell’Almanacco Reale d’Italia per il 1812.

Nel frattempo, nella primavera del 1812, fu pubblicato l’Almanacco Reale per l’anno bisestile 1812, il vero e proprio “prontuario” dei cittadini per sapere “tutto” sulle istituzioni del Regno d’Italia per quell’anno. In esso si ebbe la definitiva conferma ufficiale che le originarie “cattedre liceali” da aggiungersi ai tre Ginnasi, stabilite dal Decreto Vicereale del 29 gennaio 1811, erano state sostituite con tre veri e propri Licei, statali, “annessi” ai rispettivi tre Collegi, “cioè di Porta Nuova in Milano, di S. Luigi in Bologna e di S. Giustina in Padova”. Infatti in tale opera comparivano per la prima volta il “Liceo non convitto in Bologna. Dipartimento del Reno”, tra i “Licei non convitti in Milano. Dipartimento d’Olona” il “Liceo non convitto in Porta Nuova nel Collegio Longoni”, e infine il “Liceo non convitto di Padova. Dipartimento della Brenta”. Questa menzione era dovuta alla “fiducia” che nel corso del 1812, appunto, tutti codesti Licei sarebbero stati attivati, ma che nessuno lo fosse ancora emerge dal fatto che solo di essi non venivano indicati i nomi né del Reggente, né dei Professori. I rispettivi Collegi a cui tali Licei erano “annessi” figuravano comunque nel-l’elenco dei cosiddetti “Collegi Principali di Educazione” del Regno d’Italia. Il “Collegio di Santa Croce in Padova in Santa Giustina” era così descritto:

“È diretto dal sig. Abate Barnaba. Può contenere oltre cento alunni. Indi gli alunni si approfittano delle scuole del Liceo che vi è annesso. Vi s’insegna inoltre la musica, la scherma, la cavallerizza e la stenografia. Gli alunni vi sono ritenuti, volendolo, anche durante il corso dei loro studj nella Regia Università.”

    Questa affermazione era una dichiarazione impegnativa: i tre Collegi avrebbero dovuto sin da allora predisporre gli esami finali del rispettivo Ginnasio per il conseguimento della “Patente” indispensabile per partecipare all’esame d’ammissione, previsto per il 1° novembre 1812, al rispettivo Liceo, anche se questo di fatto non esisteva ancora.

E in effetti la stampa continuava a prestare attenzione al Collegio di Santa Giustina e soprattutto a Barbieri; così il “Giornale del Brenta” descrisse in un suo articolo del 9 maggio 1812 il Discorso letto da Barbieri in Santa Giustina di Padova il 30 aprile 1812 da Prefetto degli Studi di tutte le scuole “di ogni ordine e grado” presenti nel Collegio di Santa Giustina [7].  Si trattava dell’enunciazione pubblica e ufficiale del Regolamento del Collegio, quale condizione a suo tempo posta da Eugenio per il riconoscimento statale del Collegio quale Liceo Convitto parificato. Di fatto era dunque Barbieri che dirigeva, dal punto di vista didattico-educativo cioè propriamente scolastico, l’intero Collegio.

E per via di questa tendenziale parificazione con i Regi Licei Convitti lo si considerò già entro il 17 maggio 1812 come un vero e proprio Collegio Nazionale. Così si espresse infatti in quel giorno Benedetto Fiandrini nel suo “diario”, parlando di se stesso in terza persona, a proposito della sua nomina, accettata, a Maestro di Disegno e declamazione nel Ginnasio di Padova, sperando che il Vescovo, Francesco Scipione Dondi dall’Orologio, gli avrebbe concesso la dispensa dal suo impiego di vice-parroco di Teolo per Praglia, che sperava di ottenere grazie a “da Rio Podestà di Padova”. A riprova di quale fosse l’autorità ultima alla quale erano demandate le nomine dei Maestri anche del Ginnasio, in quanto Comunale, di Padova. In ogni caso Fiandrini iniziò il suo servizio di Maestro di Disegno, ornato e architettura, nonché di Declamazione, a Santa Giustina l’11 giugno 1812. Poco dopo, Porro scriveva il 22 giugno 1812 a Vaccari, dando per imminente “la nomina de’ Professori, che il Governo ha determinato di assegnare per parificarlo nella educazione ai Licei del Regno.” Mostrando con ciò sin da allora di non capire nemmeno lui che si sarebbe invece fondato un Liceo statale distinto non solo dal Ginnasio Comunale, ma anche dallo stesso Collegio, di per sé privato. L’unica cosa che invece premeva a Porro era di ribadire a Vaccari la necessità che gli “orti” di Santa Giustina fossero ceduti dalla Prefettura del Monte Napoleone, senza contropartite di sorta, al Comune di Padova, che già possedeva l’uso dell’intero edificio, sempre a beneficio del Collegio e degli allievi delle scuole comunali presenti in esso [8].

Nel frattempo il Ginnasio Comunale di Padova concludeva il suo anno scolastico con la cerimonia, prevista dalla legge, di “distribuzione di premj, la quale sarà fatta dal Podestà in presenza di tutte le autorità municipali.” E quindi il “Giornale del Brenta” del 22 agosto 1812 riportò un articolo datato 20 agosto 1812, in cui si ricordava come nei giorni 17 e 18 agosto 1812 si fossero svolti in un Salone magnifico chiamato Sala delle Accademie gli esami finali, pubblici, degli allievi dell’intero Collegio, nonché il 19 agosto 1812 (il giorno in cui Napoleone ed Eugenio prendevano Smolensk) si fosse svolta nella stessa Sala la cerimonia pubblica di premiazione degli allievi più meritevoli. Essa fu aperta da Barbieri con un discorso “per solenne distribuzione di premj” [9], incentrato sull’autentico “amore della Gloria”, in cui fra l’altro disse agli allievi per la loro vita futura: “La grandezza del premio e la forza dell’esempio vi metta nell’animo quel coraggio che all’alta impresa è necessario, discorrendo tra Voi questo pensiero, che bello ardimento è tentare, dove pur la riuscita cadesse ai voti meno seconda.” E concluse invitandoli a levare gli occhi agli esempi “dei più celebri Letterati di Padova ai quali nell’Aula medesima del Collegio sono poste varie iscrizioni latine.” [10] Seguì l’annuncio pubblico dei nomi, vagliati da Barbieri, degli allievi meritevoli di premio; tra loro, ne spiccavano alcuni che fecero tesoro della frase citata del discorso di Barbieri, diventando protagonisti assoluti del Risorgimento e della stessa Unità d’Italia. Gli alunni meritevoli di premio o comunque di lode ricevettero tale ricompensa dallo stesso Podestà, ivi presente, Girolamo da Rio; per ogni anno di corso, il primo premio fu una medaglia d’oro, il secondo una medaglia d’argento e il terzo un’opera a stampa. La cerimonia fu poi conclusa con l’esibizione degli allievi del Ginnasio nel “ballo” e nella “scherma”, cioè negli “esercizi cavallereschi” tipici dell’educazione dell’epoca. 

E finalmente, il 19 settembre 1812, mentre Napoleone ed Eugenio si trovavano ormai nel Cremlino a Mosca, Porro inviò a Scopoli una nuova serie di “duple” di candidati per la nomina a Professore delle nuove “cattedre” da aggiungersi al Collegio di Santa Giustina.  Tale nomina però, di per sé di spettanza di Eugenio, non fu da lui emessa, perché aveva già chiarito, nel suo Decreto Vicereale del 15 novembre 1811, che le cattedre dei tre nuovi licei sarebbero state attivate solo con nomine provvisorie. Perciò Scopoli, dopo aver atteso invano più di un mese, il 28 ottobre 1812, quando ormai Napoleone ed Eugenio avevano lasciato Mosca e iniziato la ritirata in Russia, ordinò a Porro di provvedere lui stesso alla nomina di docenti “supplenti”, limitandosi a esprimere la sua preferenza per Dianin alla cattedra di Storia.

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Figura 19. Avviso murale del Prefetto affisso a Padova il 6 novembre 1812 con l’annuncio della parificazione del Collegio di Santa Giustina ai Regi Licei Convitti (con l’aggiunta di Cattedre Liceali d’imminente attivazione).

A quel punto, dato che si era ormai in ritardo rispetto al citato appuntamento normativo del 1° novembre, Porro agì fulmineamente. Il 6 novembre 1812 scrisse infatti a Scopoli, comunicandogli che aveva già pubblicato in giornata un “avviso” (allegandone relative copie, vedi fig. 19), evidentemente preparato almeno una settimana prima, con cui annunciava alla cittadinanza l’avvenuta piena parificazione del Collegio di Santa Giustina ai Regi Licei Convitti attraverso l’aggiunta di nuove Cattedre. E che tuttavia solo dall’ultima lettera di Scopoli aveva capito che si trattava in realtà della nascita di un vero e proprio Liceo, statale, annesso al Collegio di Santa Giustina. E perciò stava predisponendo, con Barbieri, l’”organizzazione” del Liceo, confessando peraltro di essere all’oscuro della normativa sui Licei posteriore al 1807, dato che a Padova non se ne sapeva nulla perché di Licei lì non ce n’erano mai stati prima! Questa lettera di Porro, una volta pervenuta a Milano, fu rubricata sotto la voce “Collegi Maschili”, subito corretta con quella “Liceo Padova Collegio S. Giustina”, che fece così la sua prima comparsa nel Protocollo della Pubblica Istruzione. Scopoli rispose a Porro l’11 novembre 1812, mentre Eugenio era immerso nella ritirata di Russia con il IV Corpo d’Armata ridotto ormai a soli 5.000 uomini. In tale lettera Scopoli richiedeva con urgenza di conoscere i nomi dei docenti del Liceo. Nel frattempo a Santa Giustina erano riprese sin da quel giorno le attività e il 14 novembre 1812 vi avveniva anzi la “Prolusione dei studi”, fatta dal Maestro Castelli e poi da Barbieri, sempre alla presenza del Podestà Girolamo da Rio e di molti docenti e studenti universitari. Anzi il 15 novembre 1812 ci fu l’inizio delle lezioni nello stesso nuovo Liceo, statale, di Bologna [11].  Mancavano all’appello dunque solo i Licei di Milano Porta Nuova e di Padova. Ma anche il Liceo di Milano Porta Nuova tenne la sua cerimonia inaugurale di apertura il 24 novembre 1812 [12]. Mancava dunque all’appello ormai solo il Liceo di Padova. Ma proprio in quel giorno, lo stesso giorno in cui i resti del IV Corpo d’Armata di Eugenio raggiungevano la Beresina, Porro comunicava finalmente a Scopoli i nomi dei docenti del nuovo Liceo di Padova: Felice Dianin per “Storia, Geografia e principi sulle belle Arti”; Francesco Fanzago per “Istituzioni di Logica e Morale e Istituzioni Civili”; Giacomo Simeoni per “Elementi di Algebra e Geometria”, nonché per “Scienze naturali, vale a dire Fisica riunita alla Chimica e alla Storia Naturale ed elementare”; Pasquale Soldan per “Principi di pratica del disegno”. Nonché il nome del Reggente del Liceo nella persona dello stesso Felice Dianin (1764-1841), di Teolo, ex-docente di umane lettere al Seminario, poeta ed ex-insegnante privato. Porro faceva capire pure che il ritardo nella risposta era stato dovuto alla necessità di fissare a Santa Giustina appositi spazi per il Liceo, statale, che fossero nettamente separati da quelli per il Ginnasio e per le Scuole Elementari, comunali. E che il relativo progetto di Antonio Noale, Ingegnere del Comune, gli era pervenuto solo il 20 novembre 1812. Infine si era aggiunta pure un’”indisposizione” dello stesso Dianin, che non impediva peraltro che l’apertura del Liceo potesse essere effettuata comunque entro il 1° dicembre. Scopoli rispose a Porro il 28 novembre 1812, quando Napoleone ed Eugenio avevano appena attraversato la Beresina. In tale lettera Scopoli approvava la scelta dei docenti, si impegnava a far approvare da Vaccari la nomina di Dianin a Reggente del Liceo e autorizzava il finanziamento dei lavori di allestimento dei locali e delle attrezzature necessarie al Liceo. Poco dopo, il 1° dicembre 1812, l’italiano Regio Liceo del Dipartimento del Brenta a Padova fu “formalmente attivato”, con un mese esatto di ritardo rispetto alla scadenza fissata dalla normativa. Ma che significava in realtà? La normativa stessa stabiliva che il 1° novembre iniziasse solo il periodo delle attività connesse agli esami d’ammissione dei futuri allievi. E che tale periodo avesse termine solo il 14 novembre, con il successivo inizio delle lezioni, con relativo discorso d’apertura di uno dei Professori, il 15 novembre. Tutto questo valeva pure per il neonato Liceo di Padova, ma con un mese esatto di ritardo rispetto al previsto. Infatti il 2 dicembre 1812 Porro fece affiggere un nuovo “avviso” che diceva tra l’altro: “In relazione all’avviso di questa Prefettura dei 6 spirato novembre il liceo eretto per la sovrana munificenza in Santa Giustina è già aperto, e le scuole in esso istituite hanno cominciati i loro esercizj. […] Avverto che per alcuni indispensabili ritardi frapposti all’attivazione del Liceo rimane ancora prorogato di alcuni giorni oltre l’epoca prescritta il termine fissato pegli esami di ammissione. […]”. Ossia il Liceo, pur “formalmente attivato”, non aveva ancora provveduto ai prescritti esami d’ammissione cioè non aveva ancora nessun allievo.

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Figura 20. Copia milanese della nomina (da parte di Scopoli) di Felice Dianin a Reggente del Regio Liceo del Dipartimento del Brenta a Padova (3 dicembre 1812). Archivio di Stato di Milano.

Comunque, nello stesso giorno a Milano Scopoli ottenne da Vaccari l’approvazione di tutti i provvedimenti già presi. Perciò il 3 dicembre 1812, nello stesso giorno in cui Napoleone emanava il 29° Bollettino della Grande Armata in cui annunciò infine a tutta Europa il disastro avvenuto in Russia, Scopoli scrisse direttamente a Felice Dianin la lettera, firmata, di nomina a Reggente del “Liceo del Brenta” (vedi immagine della copia milanese, fig. 20). Solo con questa lettera dunque si iniziò propriamente la storia di questo Liceo. Nel frattempo, nella lontana Kowno in Russia (odierna Kaunas, in Lituania) il 12 dicembre 1813 Eugenio, appena conclusasi la ritirata di Russia, ebbe invece il tempo di emanare un Decreto Vicereale di nomina dei “Prefetti dei Ginnasi”, la nuova figura ufficiale dello Stato italiano. Tale nomina non riguardava tutti i Ginnasi, e infatti non si faceva menzione alcuna nemmeno dei Ginnasi presenti nel Collegio Longone presso Porta Nuova a Milano, né nel Collegio di San Luigi a Bologna, proprio perché effettivamente privati. Invece fra i diversi Ginnasi figurava il Ginnasio di Padova, di cui venne nominato allora Prefetto appunto Giuseppe Barbieri, come testimoniò lui stesso poi nelle sue memorie. A riprova del carattere comunale e quindi pubblico del Ginnasio di Padova.

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Figura 21. Lettera di Dinain a Scopoli del 15 dicembre 1812 (con cui accetta la nomina a Reggente del Liceo del

 Finalmente il 15 dicembre 1812, quando i superstiti 2.000 uomini del IV Corpo d’Armata di Eugenio erano ormai nel Granducato di Varsavia (cioè nell’odierna Polonia), Felice Dianin scrisse infine a Scopoli, in risposta alla nomina citata, una lettera (vedi fig. 21). Si tratta della più antica corrispondenza intrattenuta dal responsabile di questa scuola direttamente con il responsabile della Pubblica Istruzione. In essa Dianin, ringraziando, tardivamente, Scopoli per la nomina e protestando il proprio impegno a svolgere al meglio il proprio incarico, confermava che il Liceo si era “formalmente attivato” già dal 1° dicembre 1812. Ma perché allora rispondere così tardi alla stessa nomina? Il fatto è che tale apertura era coincisa semplicemente “con l’ammissione degli studenti” ossia con l’inizio delle procedure degli esami d’ammissione che, secondo la normativa, dovevano concludersi solo due settimane dopo ossia, nel caso attuale di Padova, solo il 14 dicembre 1812. Solo a esami conclusi cioè a studenti ammessi e dunque iscritti, Dianin poteva presentarsi con le “carte in regola” per un Liceo completo di tutte le sue componenti. Quanto però all’inizio effettivo delle lezioni, Dianin non ne faceva menzione.

Possiamo però arguirne la data da una sia pur laconica annotazione di Fiandrini, Maestro del Ginnasio a Santa Giustina, nel suo “diario”, a proposito dei suoi ex-studenti, passati al Liceo: “Alli 16 dicembre. Oggi hanno cominciato la scuola, e vanno alla scuola”. Le lezioni al Ginnasio erano cominciate già da un mese. E quegli studenti non “vengono”, ma “vanno”.

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Figura 22. Il Chiostro Dipinto di Santa Giustina, dall’angolo di visuale del Liceo.

Si può quindi legittimamente affermare che le lezioni del Regio Liceo del Dipartimento del Brenta iniziarono alle ore 8.30 di mercoledì 16 dicembre 1812 e precisamente nel “Chiostro Dipinto” (fig. 22). Un primo rapporto sull’attività del Liceo fu inviato da Dianin a Porro e subito da questi a Scopoli il 22 dicembre 1812, mentre Eugenio si trovava ormai a Eylau, nella Prussia Orientale. E stavolta si trattava davvero del rapporto sulla prima settimana di lezioni, con tanto d’indicazione di orario d’inizio (ore 8.30) e di fine (ore 16.30), con pausa pranzo tra le 13.00 e le 14.00 nel Refettorio, ben presto in comune con gli allievi del Collegio.

Com’era dunque articolato il Collegio di Santa Giustina all’epoca? Il bisogno di saperlo doveva esser diffuso, dato che lo stesso “Giornale del Brenta” del 23 gennaio 1813 intervenne nuovamente con un articolo datato al 16 gennaio 1813 per portar chiarezza al proposito, redatto forse dallo stesso Barbieri.

Figura 23. Il Chiostro Dipinto di Santa Giustina, guardando alla sede del Liceo.

Esso richiamava i seguenti punti: 1) il “vasto locale di Santa Giustina” era statale, ma dato in uso gratuito al Comune; 2) esso conteneva tre realtà distinte: il Collegio, il Ginnasio, il Liceo; 3) il Collegio aveva da solo oltre 100 convittori, che frequentavano la Scuola Normale, il Ginnasio e il Liceo, nonché si avvalevano di discipline “complementari” come scherma, scultura, ballo ed equitazione, nonché recitazione teatrale in apposito Teatro interno; 4) il Ginnasio era però aperto, in aule separate, a tutti i Padovani, “muniti di licenza del signor Podestà”; 5) il Liceo, in locali separati, attorno a “un’ampio [sic] cortile” (vedi fig. 23) [13], era aperto, senza distinzione di aule, a “convittori” e “cittadini” insieme; 6) era assicurata l’armonia tra le discipline del Liceo e i metodi del Collegio, per il passaggio finale in Università.  Il 28 gennaio 1813, poi, Porro scrisse a Scopoli per trasmettergli il nuovo rapporto di Dianin, appena pervenutogli, riguardante l’”Elenco degli Scolari addetti al Liceo del Brenta, fatti esaminare e iscritti della patente dal Ginnasio di S. Giustina”. Solo l’ordine dell’elenco tradiva i risultati, diversi, conseguiti nel successivo esame d’ammissione al Liceo. Ed erano in tutto 16 (sedici) studenti. Tale rapporto era funzionale a quanto Dianin si apprestava a compiere: già il 3 febbraio 1813, infatti, si svolsero nel Liceo i primi esami trimestrali previsti dalla normativa e di conseguenza Dianin trasmise il 12 febbraio 1813 un nuovo rapporto a Porro in merito ai programmi svolti e ai risultati delle prove (per esempio in Logica esse si tennero in latino sull’”Analitica”, rinviando al successivo semestre la trattazione della “Dialettica”). Tale rapporto di Dianin fu inviato il 18 febbraio 1813 da Porro a Scopoli. Insomma, Dianin aveva in tal modo recuperato pienamente il mese di ritardo nell’avvio delle lezioni. E pertanto Porro rinnovò a Scopoli il 19 febbraio 1813 la richiesta di procedere alla nomina di docenti titolari del Liceo, proponendo anzi una nuova serie di “duple”, che recavano come primi nomi per la cattedra di “Storia” ecc. lo stesso Barbieri, per quella di “Logica” ecc. Dianin, per quella di Geometria” ecc. Simeoni (che già la insegnava), per quella di “Scienze naturali” Samuelli e per quella di “Disegno” Soldan (che già lo insegnava).  Nel frattempo, resasi vacante la cattedra di Diritto Naturale e Sociale, il Reggente dell’Università, Stefano Gallini (a cui poi sarebbe stata dedicata nel 1838 una delle due penultime statue di Prato della Valle), chiamò come docente supplente lo stesso Barbieri, che, pur conservando la sua carica di Prefetto degli Studi del Ginnasio, tenne il 9 marzo 1813 in latino la sua prima lezione. Tanto e tale fu il successo, anche a livello nazionale, che lo stesso Eugenio, ormai a Magdeburgo nel Regno di Vestfalia (ora in Germania), emise il 5 aprile 1813 un Decreto Vicereale di nomina di Barbieri a titolare effettivo di tale cattedra universitaria. Ciononostante Barbieri non si dimise dalla propria carica di Prefetto degli Studi del Ginnasio Comunale di Pa-dova, il cui lustro continuava a crescere, a conclusione anche del suo secondo anno di vita.

MANCANO NOTE NN. 7 E 8 E 9.

10
Tali Iscrizioni Latine (ibidem, pp. 167-180), composte dallo stesso Barbieri e collocate nelle volte della Sala in varie nicchie o quadri a stucco, riguardavano: 1) Tito Livio, 2) Albertino Mussato, 3) Francesco Petrarca, 4) Giovanni Dondi dall’Orologio, 5) il cardinale Francesco Zabarella, 6) Sperone Speroni, 7) Caterino Davila, 8) Antonio Quarenghi, 9) Antonio Conti, 10) Giovanni Antonio Volpi, 11) Jacopo Facciolati, 12) Giuseppe Gennari, 13) Melchiorre Cesarotti.  L’iscrizione per Albertino Mussato sarebbe poi stata incisa sul piedistallo della relativa, quartultima, statua eretta in Prato della Valle nel 1831. So-pra una porta della Sala delle Accademie figurava il motto: Sic itur ad astra (Virgilio, Eneide, IX, 641: “macte nova virtute, puer, sic itur ad astra,/ dis genite et geniture deos”, detto da Apollo al figlio di Enea, Iulo, ancora ragazzo, all’atto delle sue prime prove di valore).   
11-
 Il Regio Liceo del Dipartimento del Reno a Bologna fu poi soppresso il 31 agosto 1815. Ma restò, e resta tuttora, come scuola privata, in quanto parte integrante del restaurato e perdurante Collegio (Barnabita) di San Luigi a Bologna.
12
 Il Regio Liceo del Dipartimento d’Olona a Milano Porta Nuova rimase sempre statale ed è oggi il Liceo Ginnasio “Giuseppe Parini” di Milano.
13
 Si trattava proprio del “Chiostro Dipinto”, che, come il “Liceo”, era un termine quanto mai adatto a una scuola dedicata agli “Studi Filosofici” cioè pre-universitari. Nella fig. 23 si vede il lato in fondo a sinistra, dove stavano, al piano terra, i locali originari del Liceo (ora siti nella parte militare di S. Giustina ossia nella Caserma “Salomone”, con portale d’accesso al Chiostro perciò ormai murato).  

Ultima modifica il 11-06-2021