13. L’Imperial Regio Ginnasio Liceale di Padova (1851-1866)

Perciò nell’a.s. 1851-1852 ebbe inizio, sia pur solo a sette classi per un totale di 299 studenti,  l’I.R. Ginnasio Liceale di Santo Stefano, sempre con Antonio Maria Fabris quale Vicedirettore (nel nuovo senso del termine), che era pure Rettore del Seminario Vescovile (dal 1850). I docenti però non erano più uno per anno di corso e insegnanti ciascuno le più diverse materie, bensì, come oggi, insegnanti ciascuno ben precise discipline in più anni di corso, ognuno dei quali aveva dunque più docenti e fra loro un docente “capo classe” (come l’attuale Coordinatore di Classe). Per la settima classe faceva il suo ingresso definitivo nel Ginnasio, in quanto Liceale, e dunque comprensivo degli “studi filosofici”, la Filosofia, con tre ore settimanali a disposizione, ma anche la Fisica vera e propria e le vere e proprie Scienze Naturali. Tra i docenti v’erano ancora Giovanni Cerchiari (ancora il Decano, presente sin dal 12 agosto 1815!), Luigi Vettorazzo (sin dall’autunno del 1817!), Fidenzio Guzzoni (sin dall’autunno del 1825, ora di latino e greco) e Domenico Tagliari (sin dall’autunno del 1843, di religione e ora pure d’italiano), nonché Domenico Favaretti (dall’autunno del 1850, ancora professore assistente). Ma facevano il loro primo ingresso anche i nuovi docenti, di non poco spessore: 

- Isacco Bettinardi, professore ordinario di Pedagogia nell’I.R. Università, per insegnare qui religione, latino e filosofia teoretica; 

- Virgilio Trettenero, assistente alla Cattedra di Fisica e astronomo aggiunto all’Osservatorio Astronomico dell’I.R. Università, per insegnare nel Ginnasio matematica e fisica; 

- Giuseppe De Leva, assistente alla Cattedra di Filosofia e docente supplente a quella di Storia Universale ed Austriaca nell’I.R. Università, per insegnare qui come supplente geografia e storia; 

- Francesco Corradini, docente di filosofia teorica e morale e di storia universale nel Ginnasio Liceale Vescovile, nonché Co-Rettore della Tipografia del Seminario, nonché assistente alle Cattedre di Filologia Latina e Greca e di Estetica e Letteratura Classica nell’I.R. Università, per insegnar qui, come supplente, latino e greco; 

- Cirillo Ronzoni, assistente alla Cattedra di Fisica dell’I.R. Università, per insegnar qui, come supplente, matematica e fisica;

- Onorio Navarini, dall’11 luglio 1851 professore supplente d’italiano e latino;

- Giovanni Mancin(i), professore supplente di italiano e di geografia e storia; 

- Vittore Trevisan, membro ordinario dell’Accademia dal 18/12/1851, a professore supplente di “Storia naturale” ossia di Scienze Naturali.

 Con questo corpo docente così strettamente collegato all’Università e all’Accademia, tutta la scuola fu rivoluzionata persino nel suo assetto esteriore ossia quanto a dotazioni didattico-educative, a imitazione degli ex-Li-cei e dunque dell’Università. Già allora sorse infatti la “Biblioteca” (vedi qui nell’attuale configurazione, una volta “rimossa” la Presidenza), basata sin dall’inizio sull’associa-zione alla “Rivista Ginnasiale” e sulla fornitura degli Atti dell’I.R. Accademia di Padova e degli I.R. Istituti Lombardo e Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Sempre nello stesso a.s. sorse pure il “Gabinetto di Storia Naturale”, a partire da una collezione di 200 minerali trasmessi dal-l’Università, nonché  da una regolare fornitura degli esemplari delle piante per uso didattico da parte dell’Orto Botanico dell’Università. Un’esperienza allora non dissimile da quella che è ora possibile solo nell’Università (vedi qui, dai Musei di Mineralogia, Botanico e di Zoologia).

 

 

 

 Nel frattempo, nel marzo 1852, venne decisa la trasformazione del complesso di Santo Stefano per quanto riguarda l’ala occidentale, prospiciente la Riviera di San Giorgio, con la trasformazione radicale (vedi qui il “primitivo” e il “nuovo” prospetto) che consistette nel ricavarne, sulla base del progetto dell’ingegner Iacopo Sacchetti, la “Casa di civile abita-zione con relativo adiacente Giardino per uso dell’I.R. Delegato Provinciale di Padova” (e ora del Prefetto), conclusa entro il 1856. Solo allora comparve dunque l’attuale entrata principale della scuola, sita al limite meridionale del Giardino. Inoltre la Chiesa di Santo Stefano, dopo i sospirati lavori, fu riconsegnata, il 27 maggio 1852, all’I.R. Ginnasio Liceale, fu benedetta dal parroco di San Francesco il 13 luglio 1852 e vi fu ripresa il 18 luglio 1852 la celebrazione della S. Messa per gli studenti e i professori del Ginnasio stesso. L’a.s. si concluse con il pensionamento di uno dei due “veterani” del Ginnasio: Luigi Vettorazzo, dopo 35 anni di servizio in esso (1817-1852). E con la pubblicazione del primo numero del Programma dell’Imperiale Regio Ginnasio Liceale di Padova pubblicato alla fine dell’anno scolastico …, che avrebbe accompagnato da allora in poi la vita della scuola.

 Nell’a.s. 1852-1853 l’I.R. Ginnasio Liceale di Padova ebbe anche l’ottavo anno di corso, realizzando così compiutamente la sua nuova struttura, con 393 “studenti pubblici”. E a compimento di essa fu infine stabilito che il professore di filosofia già nel Seminario Vescovile di Verona e poi Direttore dell’I.R. Ginnasio Liceale di Mantova, Antonio Rivato (1787-1876), divenisse professore supplente di Filosofia e di Storia della Filosofia nell’I.R. Università, nonché, subentrando a Fabris il 3 novembre 1852, il Direttore dell’I.R. Ginnasio Liceale di Padova, insegnandovi Filosofia pratica. Sotto la sua energica direzione il Ginnasio consolidò definitivamente il suo nuovo rilancio. E proprio allora morì a Torreglia il 10 novembre 1852 il suo primo “preside”, Giuseppe Barbieri. Il 27/1/1853 Trettenero divenne membro ordinario dell’Acca-demia. E l’a.s. si concluse anzi con lo svolgimento, per la prima volta, dell’esame di maturità, obbligatorio ai fini dell’accesso all’Università e perciò dell’esonero dal servizio militare di leva. Ma fu un esame molto severo: su 46 candidati solo 28 lo superarono. E tale severità sarebbe rimasta anche negli anni successivi. Infine, quasi a suggello di questa nuova realtà, l’a.s. si concluse con il pensionamento dello stesso docente decano e perciò Direttore Assistente, Cerchiari, dopo ben 38 anni di servizio nella medesima scuola (1815-1853).

Nell’a.s. 1853-1854 il Ginnasio aveva ormai 413 “studenti pubblici”. Nel corpo docenti, rimasto il medesimo, Guzzoni divenne il nuovo docente decano e perciò Direttore Assistente, De Leva da supplente divenne professore effettivo e Favaretti passò finalmente da professore assistente a professore supplente. In quest’a.s. Ronzoni creò il “Gabinetto di Fisica”, che egli avrebbe diretto per i molti anni del suo insegnamento in Ginnasio, arricchendolo dei molti strumenti (vedi qui p.e. la bussola d’inclinazione), 

  che costituiscono tuttora il vanto della scuola, che ne ha fatto un apposito Museo. Perciò, meritatamente, a Ronzoni fu dedicata nel 1878 la prima lapide apposta in Ginnasio a un suo docente (vedi qui).  Durante questo a.s. morì a Verona il 6 maggio 1854 pure il “ministro” che volle la stessa nascita e quindi fu il vero padre del Ginnasio, Giovanni Scopoli. Al termine dell’a.s. lasciarono il Ginnasio i professori Trettenero (vedi qui), divenuto nel frattempo professore supplente d’A-stronomia nell’Università, e Corradini, divenuto nel frattempo il Direttore del Ginnasio Liceale Vescovile.

  Nell’a.s. 1854-1855 il Ginnasio aveva ormai 455 “studenti pubblici”. Francesco Giuseppe stabilì il 9 dicembre 1854 l’introduzione pure nei Ginnasi Lombardo-Veneti della lingua tedesca come disciplina obbligatoria. Nel Ginnasio Ronzoni da supplente divenne professore ordinario. De Leva, sin dal 21/7/1854 docente ordinario, ma in missione a Vienna, fu supplito da Giorgio Politeo, professore ordinario di Geografia e storia sino ad allora nell’I.R. Ginnasio Superiore di Spalato. Fecero il loro ingresso nella scuola altresì Giacomo Randi come docente supplente di Matematica e di Fisica popolare e Giovanni Cesarini come docente assistente “gratuito” di Geografia e storia. Il 20 ottobre 1855 si ebbero insieme tre eventi significativi per il Ginnasio: divenne nuovo Luogotenente del Veneto Cajetan von Bissingen-Nippenburg; De Leva (vedi qui) fu nominato a professore ordinario di Storia universale e austriaca nell’I.R. Università e lasciò perciò, anche ufficialmente, il Ginnasio; il suo supplente Politeo chiese e ottenne il trasferimento al Ginnasio Liceale di Santa Caterina a Venezia (vedi qui). 

  Nell’a.s. 1855-1856 la lingua tedesca divenne nel Ginnasio lingua obbligatoria, insegnata dal nuovo docente ordinario, proveniente dal-l’I.R. Ginnasio Superiore di Trieste, Giusto Grion. Randi da supplente divenne docente ordinario. Il 15 novembre 1855 Guzzoni ottenne il pensionamento e gli subentrò Tagliari come Direttore Assistente e per la sua cattedra dal 5 dicembre 1855 il supplente Antonio Baita, di latino e di greco. Due giorni dopo Cesarini da assistente gratuito divenne docente supplente. E il 19 dicembre 1855 dal Ginnasio Liceale di Verona fu nominato in quello di Padova il docente ordinario Luigi Cattaneo, di matematica e di storia naturale. L’8 gennaio 1856 da supplenti divennero docenti effettivi Gamba e Favaretti. Nel marzo 1856 Trevisan (vedi qui) si dimise, per “motivi di salute”. Infine, il 29 giugno 1856, da supplente anche Mancin divenne docente effettivo.

  Nell’a.s. 1856-1857 ci fu in Ginnasio un evento mai avuto sin dal 1819: la visita dell’Imperatore d’Austria e Re Lombardo-Veneto, stavolta Francesco Giuseppe I. Esso ebbe luogo nell’ambito del lungo soggiorno che egli e la moglie, Elisabetta Amalia (la celebre “Sissi”), (vedi qui) ebbero nelle terre italiane sotto sovranità asburgica (dunque anche il Litorale, compresa Pola) tra il 20 novembre 1856 e il 10 marzo 1857. Il soggiorno a Padova durò solo dal 3 al 5 gennaio 1857. E per il Ginnasio il sabato 3 gennaio 1857. In quel giorno, la coppia imperiale, accompagnata da von Bissingen-Nippenburg, arrivò da Venezia in treno alle ore 11, accolta in stazione da Fini. In carrozza tutti si recarono a Palazzo Papafava, dove furono ricevute le autorità cittadine. Nel pomeriggio la coppia si divise. Elisabetta Amalia visitò i principali collegi femminili della città. Francesco Giuseppe, sempre accompagnato da von Bissingen-Nippenburg e Fini, dopo la rivista delle truppe schierate a Prato della Valle, visitò San Gaetano, Santo Stefano e il Castello. A Santo Stefano visitò i locali della Delegazione Provinciale e poi la nuova Casa del Delegato, Fini. Da qui si recò, attraverso la nuova, e attuale, entrata nel Ginnasio Liceale. A commento di queste visite, un resoconto di quel viaggio riferisce: 

“Anche in Padova, come nelle altre città che finora godettero l’ambito onore della sua augusta presenza, nella visita de’ suddetti uffizj e stabilimenti, si occupò l’intelligente Monarca con particolare premura ed interessamento dello stato degli affari, esaminando accuratamente protocolli e registri, e l’andamento degli uni e degli altri, e rivolgendo benigne espressioni ai rispettivi Preposti.”

 La visita del Ginnasio dovette suscitare, dopo i plumbei anni del governo di Radetzky, una particolare aspettativa e una grande emozione, non solo nella città, ma anche nel Ginnasio, e del resto a Milano l’entusiasmo fu ancora maggiore, anche nel Ginnasio Liceale di Sant’Alessandro (l’odierno “Beccaria”) dove si coniò anzi per la prevista visita imperiale del 27 gennaio 1859 persino una medaglia (vedi qui).

 Della visita del Ginnasio Liceale di Padova ci resta un particolare ovvero la presentazione all’Imperatore di un mappamondo, costruito dal bidello Gaetano Gobbato (in servizio nel Ginnasio dal 1846), alto 156 cm. e con base di 51 x 51 cm., e reggente “un globo di non ordinaria dimensione, e girevole sopra un perno, sul quale si possono disegnare le parti del mondo, e le positure diverse dei paesi a seconda della lezione particolare che vuol darsi al momento.” Insomma una sorta di “lavagna a forma di globo”. Essa destò grande attenzione in Francesco Giuseppe e anzi in seguito lo stesso Ministero di Vienna encomiò tale ritrovato, raccomandandone alle riviste scolastiche una recensione pubblica. Ma quella possibilità di “disegnare … le positure diverse dei paesi a seconda della lezione particolare che vuol darsi al momento” sarebbe ben presto stata applicata allo stesso illustre ospite del Ginnasio da un suo collega, quando questi, appena due anni dopo, pronunciò a Torino il 10 gennaio 1859 il discorso contenente il monito “non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”, che portò direttamente alla Seconda Guerra d’Indipendenza italiana e a ridisegnare appunto i confini tra i rispettivi Stati. Ma per tale traguardo occorrevano ancora gli ultimi sforzi di vita di un ex-allievo del Ginnasio, che ce l’avrebbe fatta. Per il momento, il risultato immediato della visita di Francesco Giuseppe fu il pensionamento di Radetzky e l’assunzione, il 23 marzo 1857, del ruolo di Governatore Generale del Regno Lombardo-Veneto da parte dell’Arciduca d’Austria Ferdinando Massimiliano, che tentò di dare al Regno una maggiore autonomia, incontrando peraltro l’opposizione del fratello. Alla fine dell’a.s. lasciarono il Ginnasio Bettinardi (per pensionamento) e Cesarini. 

Nell’a.s. 1857-1858 entrarono in Ginnasio i due supplenti Giovanni Battista Secondo Fiorioli, di geografia e storia e di italiano, e Giovanni Battista Gervasi, di religione e di italiano, nonché il candidato in prova Giovanni Valle, di italiano e di greco. Il 7 dicembre 1857 Rivato fu nominato a Professore ordinario di Filosofia nell’Università e lasciò quindi il Ginnasio, di cui Giandomenico Tagliari assunse le funzioni di Direttore. Il 28 gennaio 1858 Ronzoni fu nominato a nuovo Direttore Assistente. 

  Nell’a.s. 1858-1859 Valle divenne il 14/2/1859 docente effettivo e il 25/2/1859 fu nominato quale candidato in prova Alessandro Franchini, di matematica e di fisica. Ma soprattutto fu l’a.s. che vide la svolta nella Questione Italiana: infatti ormai non solo tutti i patrioti monarchici si riconoscevano in Vittorio Emanuele II di Savoia come futuro Re d’Italia, e anzi tutti i patrioti italiani si riconoscevano nella causa monarchica, ma persino tutti gli Italiani in quanto tali si riconoscevano nella causa patriottica. Perciò il discorso di Vittorio Emanuele II al Parla-mento del Regno di Sardegna a Torino il 10 gennaio 1859 con il suo famoso monito già citato fu inteso da tutti e raccolto da molti come un appello alle armi e da tutta Italia, compreso il Ve-neto e pure Padova, accorsero a Torino giovani patrioti volontari per essere arruolati nei “Cacciatori delle Alpi” di Giuseppe Garibaldi. A Padova non solo in Università, ma anche in Ginnasio ci fu molto fermento, con una diffusa astensione dalle lezioni. La reazione austriaca fu immediata: già il 22 gennaio 1859 al posto di Fini venne infine nominato a nuovo Delegato Provinciale di Padova Aloys Ceschi a Santa Croce (vedi qui), un vero e proprio Austriaco, come gli altri suoi predecessori e ancor più energico di loro, che aveva ricoperto la stessa funzione sino ad allora a Udine cioè in Friuli. Anzi, il 17 aprile 1859, mentre Ferdinando Massimiliano lasciava Milano e il Regno Lombardo-Veneto e i poteri venivano assunti di fatto dal comandante dell’Armata d’Italia Ferenc József Gyulay, Aloys Ceschi venne nominato a Intendente dell’Ar-mata e di sua iniziativa fu uno dei due latori a Torino il 23 aprile 1859 dell’ultimatum austriaco, che Cavour non aspettava che di rifiutare per far scoppiare la guerra e causare quindi l’entrata in essa di Napoleone III a fianco del Regno di Sardegna e contro l’Impero d’Austria. Del resto, appena il giorno prima ossia il 22 aprile 1859 un altro ex-Delegato Provinciale di Padova, Marzani, aveva già prelevato dal Duo-mo di Monza la Corona Ferrea per portarla, attraverso Verona, a Vienna, allo scopo d’impedire così la sua riassunzione a Corona d’Italia nell’ambito di un’eventuale rinascita del Regno d’Ita-lia (dopo quelli fondati da Carlo Magno nel 781 e da Napoleone nel 1805). Ma nemmeno l’ar-mistizio e i preliminari di pace di Villafranca del 12 luglio 1859 (con il conseguente rientro di Ceschi a Padova) evitarono l’inevitabile: con tale firma ebbe comunque fine l’egemonia austriaca in Italia e la nuova egemonia francese era destinata a essere solo provvisoria, sino alla pace di Zurigo del 10 novembre 1859, che portò alla definitiva supremazia in Italia di Vittorio Emanuele II di Savoia Re di Sardegna. Nel frattempo, il 21 agosto 1859, gli venne presentata a Palazzo Reale a Torino la medaglia celebrativa di quel suo discorso da cui tutto aveva avuto inizio (vedi qui). E in essa fece la sua ricomparsa, definitiva, l’elemento che legava il futuro Regno d’Italia a quello precedente: la Stella d’Italia. Sovrastante il capo dell’Italia, che porge la corona d’alloro del vincitore a Vittorio Emanuele II, che ha alle sue spalle i tre capisaldi del Regno di Sardegna: la Corona, lo Statuto Albertino e la bandiera militare e di navigazione ossia il Tricolore Italiano con lo stemma dei 

Savoia. Alla fine dell’a.s. lasciò il Ginnasio il docente effettivo Gamba. 

  Nell’a.s. 1859-1860 entrarono in Ginnasio i docenti effet-tivi Giuseppe Dalla Vedova (vedi qui), di latino e di geogra-fia e storia, e dal 19/12/1859 Johann Wiegstatt, di tede-sco. Il 9 febbraio 1860 a von Bissingen-Nippenburg succe-dette quale Luogotenen-te del Veneto di nuovo Georg von Toggenburg. Alla fine dell’a.s. lasciaro-no il Ginnasio Grion (vedi qui in tarda età), Wieg-statt, Fiorioli e Franchi-ni. 

 Nell’a.s. 1860-1861 en-trarono nel Ginnasio il 29 ottobre il docente sup-plente Prospero Bolla, di italiano, di latino e di gre-co, il 29 novembre il do-cente effettivo Ernst Gnad, di tedesco, e il 5 di-cembre 1860 il candidato in prova Francesco Zambaldi, di latino. 

Tra loro spicca Ernst Gnad (vedi qui), un vero Austriaco, che fu un attento osservatore della vita quotidiana del-l’epoca, in particolare nel Ginnasio Liceale di Padova. Per nostra fortuna a Innsbruck nel 1904 pubblicò Im öster-reichischen Italien (1856.1867). Erlebnisse aus meinen Lehr-jahren (“Nell’Italia austriaca (1856-1867). Esperienze di vita dai miei anni d’insegnamento”), che ebbe a Padova nel 1983 una traduzione italiana, a cura di R. Donadello, con il titolo Nell’Italia soggetta all’Austria (1856-1867). Vicende dei miei anni d’insegnamento. Attento soprattutto alle per-sone, Gnad non mancò però di evidenziare sia pur rari accenni alle cose, come in occasione del suo primo ingresso nel Ginnasio (p. 151 della traduzione): 

“Quando alla fine di dicembre [1860] arrivai a Padova, […] La mia prima meta fu naturalmente il Ginnasio. […] Il porticato a colonne formava un ampio quadrilatero che racchiudeva un cortile erboso.”  

 Non è questo l’aggettivo che verrebbe in mente oggi, dato che ciò che vi spicca sono la quantità e soprattutto le dimensioni degli alberi ivi presenti. Ma se si notano le foto del Chio-stro risalenti attorno al 1930, tale aggettivo risultava ancora appropriato: un Chiostro, ex-be-nedettino, non dissimile da quelli di Praglia o di Santa Giustina. 

 In quell’a.s. Vittorio Emanuele II di Savoia fu proclamato il 17 marzo 1861 a Re d’Italia, con la conseguente trasformazione del Regno di Sardegna nel Regno d’Italia, oggi nota come “Unità d’Italia”. Fu emessa per l’occasione una medaglia celebrativa (vedi qui), in cui ritornarono gli stessi personaggi ed elementi della medaglia del 1859, compresa la Stella d’Italia. 

Essa comparve anzi al vertice, come già nelle prime Lire Italiane ossia del Regno d’Italia napoleonico, così pure nei pezzi da 1, 2, 5 e 10 Centesimi delle nuove Lire, proprio in quanto ora Italiane (vedi qui).

 

Alla fine dell’a.s. lasciarono il Ginnasio Bolla e Zambaldi. 

 Nell’a.s. 1861-1862 entrarono nel Ginnasio il 29 novembre 1861 il docente nelle Scuole Reali inferiori Andrea Castellani come docente provvisorio di tedesco, il 9 dicembre 1861 Enrico Scalettaris come candidato in prova, il 30 gen-naio 1862 il Professore ordinario Giacomo Zanella (1820-1888), di italiano e di latino, come Direttore dello stesso Ginnasio Liceale, di cui Ronzoni restò Direttore Assistente, e l’8 febbraio 1862 il docente effettivo Antonio Keller, di storia naturale, per via del contemporaneo trasferimento di Randi all’I.R. Ginnasio Liceale di Verona. Con quest’a.s. dunque iniziava, propriamente il 20 febbraio 1862, la direzione di Giacomo Zanella (vedi qui). Poeta e traduttore, Professore nel Seminario Vescovile di Vicenza dal 1843 al 1853, condivise gli ideali patriottici del 1848, venendo poi perseguitato dalle autorità austriache sino a esser indotto a dare le dimissioni. Precettore privato (anche di Antonio Fogazzaro) a Vicenza dal 1853 al 1857, divenne poi Professore all’I.R. Ginnasio Liceale di Santa Caterina a Venezia dal 1857 al 1862. A Padova Zanella approdava dunque alle funzioni di Direttore di Ginnasio Liceale. E trovò l’inca-rico a lui poco congeniale e alquanto faticoso. Tuttavia sarebbe stato in tutti i tempi la personalità più nota e amata di tutta la storia pre-unitaria del Ginnasio. Alla fine dell’a.s. lasciarono il Ginnasio Castellani e Valle.     

Nell’a.s. 1862-1863 Scalettaris divenne il 31 ottobre 1862 docente supplente, entrò in Ginnasio il 19 novembre 1862 Isidoro Nicetto come candidato in prova per italiano e per geografia e storia, Dalla Vedova divenne il 14 gennaio 1863 docente ordinario, Baita divenne il 17 febbraio 1863 docente effettivo e Gnad ottenne il 25 febbraio 1863 un permesso di assenza per il secondo semestre, venendo supplito dal maestro privato Vincenzo Tonon. Il 12 aprile 1863 il docente effettivo del Ginnasio Antonio Keller divenne membro ordinario dell’Accademia (dopo Trevisan, Trettenero e De Leva). Alla fine dell’a.s. lasciarono il Ginnasio Tonon e Nicetto.  

Nell’a.s. 1863-1864 Gnad divenne il 16 settembre 1863 docente ordinario, come pure lo diventò Keller; entrò in Ginnasio il 18 ottobre 1863 l’appena diplomatosi (il 1° settembre 1863)  nell’I.R. Ginnasio Liceale di Udine e già docente supplente Angelo Roncali, di tedesco; e Zanella diventò il 27 gennaio 1864 da provvisorio a Direttore effettivo. Nell’estate del 1864, tuttavia, in Università De Leva si pronunciò più di quanto avesse già fatto sin dal 1859 a favore della causa nazionale italiana, tanto che Ceschi nell’autunno del 1864 lo minacciò ufficialmente di licenziamento in caso di recidiva.  

Alla fine dell’a.s. 1864-1865 lasciarono il Ginnasio i supplenti Gervasi e Scalettaris. 

Nell’a.s. 1865-1866 entrarono in servizio in Ginnasio già il 28/10/1865 il docente ordinario (prima a Treviso) Ferdinando Gnesotto, di latino e di greco, nonché il 16/6/1866 il supplente Carlo Dal Maso, di greco e latino. Ma ben altri mutamenti ebbero luogo allora a Padova e nel Veneto. Nella primavera del 1866 si ripeté lo scenario del 1859: assenza dalle lezioni in Università e nel Ginnasio, fuga di giovani a Firenze per arruolarsi tra le truppe irregolari di Garibaldi. Il 20 giugno 1866, infatti, scoppiò la Terza Guerra d’Indipendenza italiana e, nonostante la vittoria dell’Armata d’Italia dell’Arciduca Alberto d’Austria-Teschen a Custoza, le truppe italiane passarono il Po e poi l’Adige, avvicinandosi sempre più a Padova. Il 10 luglio 1866 avvenne in Ginnasio qualcosa che Gnad descrisse così (trad. it., p. 241): “Il mattino dopo, al suono di un campanello che annunciava l’inizio delle lezioni […], scoppiarono da tutte le parti alcuni petardi che i ragazzi avevano nascosto tra l’erba folta del cortile del chiostro.” Ceschi avvisò subito von Toggenburg, che telegrafò nel pomeriggio l’ordine di chiusura del Ginnasio. Con il permesso di Zanella, al massimo alle 17.00 dell’11 luglio 1866, oltre a Ceschi e alle truppe austriache, anche Gnad lasciò il Ginnasio, Padova e il Veneto in treno, diretto in Austria per un soggiorno in una località termale; non avrebbe mai più ripreso servizio, per sua stessa scelta, nel Ginnasio Liceale di Padova. Il 12 luglio 1866 il capitano Dario Delù, al comando di una compagnia del V squadrone del Reggimento “Lancieri Vittorio Emanuele” del colonnello Marchetti, entrò a Padova, seguito, alle 16.00, da due squadroni del medesimo reggimento e da due di quello “Lancieri di Firenze”, al comando del tenente colonnello Tolomei. Nei giorni 13, 14 e 15 luglio 1866 passarono per Padova le truppe dell’intera Seconda Brigata di Cavalleria del generale De La Forest, di tutta la Divisione d’appoggio e dell’intero IV Corpo d’Armata o “Armata del Po”. Il suo comandante, nonché comandante in capo dell’intero Corpo di Spedizione ossia dell’Armata di conquista del Veneto, il generale Enrico Cialdini, entrò a Padova il 16 luglio 1866. Il giorno dopo il colonnello dei Bersaglieri Francesco Volpe Landi assunse il Comando Militare del Padovano. Il 20 luglio 1866 Gioacchino Pepoli venne insediato come Commissario Regio della città. Il 27 luglio 1866 fu creata a Padova la Legione di Carabinieri del Veneto. E infine il 1° agosto 1866 entrò a Padova il comandante supremo dell’Esercito ossia lo stesso Re d’Italia, Vittorio Emanuele II di Savoia. Il 12 agosto 1866 venne firmato l’armistizio italo-austriaco di Cormons. Il 3 ottobre 1866 fu conclusa la pace italo-austriaca di Vienna, che prevedeva, oltre alla cessione indiretta della Venezia (attuali Veneto e Friuli) e di Mantova all’Italia, la restituzione al suo plenipotenziario, il generale Menabrea, avvenuta a Vienna il 12 ottobre 1866, della Corona Ferrea quale rinata Corona d’Italia. Il 18 ottobre 1866 lo stesso von Toggenburg lasciò Venezia e il Veneto e l’indomani il generale Genova di Revel assunse in città la funzione di Commissario Regio. Nel clima di generale esultanza popolare si svolse finalmente, anche a Padova, il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866 sul testo seguente: “Dichiariamo la nostra unione al Regno d’Italia sotto il Governo monarchico-costituzionale del re Vittorio Emanuele II e de’ suoi successori.” Il 25 ottobre 1866 Menabrea giunse a Venezia con la Corona Ferrea. Il 27 ottobre 1866 fu proclamato a Venezia il risultato complessivo del plebiscito: 641.246 Sì su 641.315 votanti. Il 4 novembre 1866 una delegazione della Venezia e di Mantova per la presentazione dei risultati del plebiscito fu ricevuta da Vittorio Emanuele II nella Sala del Trono a Palazzo Reale a Torino, dove arrivò anche, portata da Menabrea, la Corona Ferrea. Così si espresse al proposito il Re:

 Signori, il giorno d'oggi è il più bello della Mia vita. Or sono 19 anni, il Padre Mio bandiva da questa Città la guerra dell'indipendenza nazionale: in oggi, giorno Suo onomastico, voi, o Signori, Mi recate la manifestazione della volontà popolare delle Provincie Venete, che ora, riunite alla gran Patria Italiana, dichiarano col fatto compiuto il voto dell'Augusto Mio Genitore. Voi riconfermate con quest'atto solenne quello che Venezia faceva fino dall'anno 1848, e che seppe ogni ora mantenere con tanta ammirabile costanza ed abnegazione. Io porgo qui un tributo a quei generosi che mantennero col loro sangue e con sacrifizi d'ogni sorta incolume la fede alla patria ed ai suoi destini. Nel giorno d'oggi scompare per sempre dalla Penisola ogni vestigio di dominazione straniera. L'Italia è fatta, se non compiuta: tocca ora agli Italiani saperla difendere, e farla prospera e grande. Signori, la Corona di Ferro viene pure restituita in questo giorno solenne all'Italia. Ma a questa Corona Io antepongo ancora quella a Me più cara, fatta coll'amore e coll'affetto dei popoli.” (“Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” n. 304 del 5 novembre 1866)

Nel proferire tali parole il sovrano aveva in mente in primo luogo almeno un ex-allievo del Ginnasio di Padova. Dopo di che fu letto e firmato dal Re e dai ministri presenti il Regio Decreto che sanciva: “Le Provincie della Venezia e quella di Mantova fanno parte integrante del Regno d’Italia”. Dopo di che Menabrea presentò al Re la Corona Ferrea, invitandolo a far proprie le parole di Napoleone all’atto della sua incoronazione con essa a Re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: “Dio me l’ha data, guai a chi la toccherà”. Ma il re si limitò a farla deporre accanto al Trono (vedi la medaglia), quale atto simbolico della sua riassunzione a Corona d’Italia. Il Regio Decreto fu pubblicato nella citata “Gazzetta Ufficiale” del 5 novembre 1866. Due giorni dopo il Re d’Italia entrava trionfalmente a Venezia. Da allora il Ginnasio divenne l’italiano Regio Ginnasio Liceale di Padova. Qui, nel frattempo, avevano lasciato il servizio anche Favaretti (andato in pensione) e Roncali. E la Chiesa di Santo Stefano era stata definitivamente chiusa, anche per il Ginnasio Liceale. 

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 Antonio Maria Fabris sarebbe rimasto sino al 1856 il Rettore del Seminario Vescovile, e sarebbe divenuto dal 1868 al 1884 il Direttore della Biblioteca Universitaria.
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 Virgilio Trettenero, astronomo di fama internazionale, che studiò tra l’altro l’orbita di Nettuno (scoperto solo nel 1846), era destinato ad assumere la direzione dell’Osservatorio Astronomico, succedendo al suo celebre maestro Giovanni Santini, al quale però sarebbe toccato l’amaro compito di commemorarne la figura per la sua morte prematura nel 1863, nonché di sostituirlo, riprendendo l’insegna-mento all’età di 76 anni. 
45
 Francesco Corradini sarebbe poi divenuto, dal 1858 il Direttore dell’I.R. Ginnasio Liceale Santa Caterina di Venezia, il 19/1/1866 Ispettore dei Ginnasi del Veneto, dal 1866 consigliere scolastico a Venezia, dal 1869 Prefetto degli studi e dal 1872 Rettore del Seminario di Padova, dal 1882 Professore ordinario di Latino in Università. Fu il curatore dei primi tre volumi (1864, 1868, 1871) dell’impresa più ardua della Tipografia del Seminario: l’edizione del Lexicon totius Latinitatis di Facciolati, Forcellini e Furlanetto. 
46
 Giuseppe De Leva, nato a Zara nel 1821, sarebbe divenuto poi, il 2 marzo 1856, membro ordinario dell’Accademia, si sarebbe cimentato in particolare nella storia dell’epoca di Carlo V, sarebbe divenuto nell’a.a. 1866-67 Direttore dello Studio Filosofico, nonché, a ben due riprese, nel 1867-1868, e persino dal 1882 al 1885, il Rettore dell’Università, nonché dal 10 marzo 1873 membro effettivo e nel 1882-1883 il Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e poi della Deputazione di Storia Patria per le Venezie e nel 1884 avrebbe fondato la “Rivista storica italiana”. Dal 1885-86 fu altresì socio dell’Accade-mia dei Lincei. Morì a Padova il 29 novembre 1895 e allora gli fu dedicata la quarta lapide del Chiostro (vedi).   
47
 Giorgio Politeo, nato a Spalato nel 1827, aveva accettato la supplenza al Ginnasio, in quanto dal 1854 era anche lui professore incaricato di Storia in Università, ma ben presto si inimicò le autorità austriache a Padova. Anche una volta trasferito nel 1855 nel Ginnasio Liceale di Santa Caterina a Venezia, finì per attirare l’ira delle autorità austriache, venendo trasferito nel 1859 nel Ginnasio Liceale di Mantova. Dal 1866 si trasferì di nuovo a Venezia, nel Regio Liceo Ginnasio “Marco Polo” e nel 1870, di nuovo, nel “Marco Foscarini” (qui fotografato tra gli allievi). Morì a Venezia nel 1913.   
48
 Vittore Trevisan conte di Saint Léon, nato a Padova nel 1818, fu un famoso botanico, versato in particolare per la flora crittogamica e soprattutto per i licheni e formò uno dei più vasti erbari dell’epoca. Nel 1882 divenne il Presidente Dell’Accademia Fisico-Medica-Statistica a Milano. Morì nel 1897.
49
 Anonimo, Fior d’Asburgo in Italia ossia relazione del viaggio delle Loro Maestà Apostoliche l’Imperato-re Francesco Giuseppe Primo e l’Imperatrice Elisabetta Amalia ne’ loro domini italiani negli anni 1856-57, Milano (senza data, ma 1857), per quanto riguarda la visita di Padova alle pp. 87-91.
50
  Cfr. Museo degli strumenti di Fisica del liceo Tito Livio di Padova, a cura di Sofia Talas, Canova, Treviso, 2010, pp. 26-27.
51
 Luigi Gamba fu nell’a.s. 1867-68 il Direttore scolastico provinciale. Nell’a.s. 1868-69 fu il Direttore, nonché docente, della R. Scuola tecnica. Nell’a.s. 1869-70 fu anche membro per il Comune del Consiglio  provinciale per le scuole. Il 7 settembre 1869 fu altresì nominato Direttore dell’Istituto Tecnico Professionale Provinciale (aperto nel novembre 1869). Si trattava dell’attuale “G.B. Belzoni”, così denominato dall’a.s. 1890-91, avente anche allora Gamba alla sua direzione.   
52
 Giuseppe Dalla Vedova, nato a Padova nel 1834, ex-allievo, laureatosi in geografia a Vienna, docente già nel Ginnasio Liceale Santa Caterina a Venezia, sarebbe stato nominato nel 1872 docente straordinario di geografia nell’Università di Padova. Nel 1875 fu trasferito in quella di Roma, di cui fu il Rettore nel 1895-96 e nominato direttore del Museo d’istruzione ed educazione. Dal 1877 era il segretario della Società Geografica Italiana. Nominato (a vita) Senatore del Regno nel 1909, morì a Roma nel 1919. 
53
 Giusto Grion fu dal 1860-61 docente e dal 1861-62 Direttore del Ginnasio Liceale di Udine, poi il Pre-side dall’a.s. 1866-67 del R. Ginnasio Liceo “S. Maffei” di Verona, dall’a.s. 1876-77 del “Machiavelli” di Lucca e dall’a.s. 1883-84 del “Verri” di Lodi. Andato in pensione nel 1893, si ritirò a Cividale del Friuli, diventandovi ispettore onorario degli scavi e dei monumenti. Morì nel 1904. 
54
 Giovanni Battista Fiorioli divenne un avvocato. 
55
 Alessandro Franchini fu dal 1865-66 docente di fisica e chimica e di storia naturale nell’IR Ginnasio  e poi nel R. Liceo “Celio” di Rovigo. Vi morì nel 1877.
56
 Cfr. A. DAL MAS, Il Liceo Tito Livio, in Palazzo Santo Stefano, cit., pp. 156-159. 
57
 Prospero Bolla fu trasferito all’I.R. Ginnasio Liceale di Vicenza il 14 aprile 1865, divenendovi docente effettivo il 16 luglio 1865. Lasciato il Veneto (annesso all’Italia), Bolla insegnò dall’inverno del 1867 al-l’I.R. Ginnasio Superiore di Capodistria, sino a passare il 5 ottobre 1868 nel neonato I.R. Ginnasio Superiore di Ragusa, dove divenne docente ordinario, poi, nel gennaio 1871, nell’IR. Ginnasio Superiore di Fiume, poi dall’autunno del 1877 nell’I.R. Accademia di Commercio e Nautica di Trieste.
58
 Francesco Zambaldi fu in servizio dall’a.s. 1861-62 nell’I.R. Ginnasio di Treviso, dove divenne il 10 giugno 1862 docente ordinario, poi, dall’a.s. 1866-67 insegnò nel R. Ginnasio-liceo-convitto di S. Caterina, divenuto poi Liceo “Marco Foscarini”, di Venezia.  
59
 Jacopo Randi insegnò all’I.R. Ginnasio Liceale, poi R. Ginnasio Liceo “Maffei”, di Verona, sino al collocamento a riposo dietro sua domanda per comprovata infermità nel febbraio 1868. 
60
 Giovanni Maria Valle insegnò dall’a.s. 1862-63 all’I.R. Ginnasio di Treviso sino all’a.s. 1865-66. 
 61 Isidoro Nicetto fu docente supplente all’I.R. Ginnasio Liceale di Vicenza dall’11 novembre 1863 sino all’aprile 1865. Fu dal 31 marzo 1869 il Direttore dell’Istituto dei Ciechi a Padova.
62
 Il supplente Giovanni Battista Gervasi già dall’a.s. 1865-66 era docente supplente, nonché il Direttore spirituale, del R. Ginnasio Liceale, poi R. Liceo Ginnasio “Canova”, di Treviso, e lo sarebbe rimasto, come docente di prima fascia, sino al suo pensionamento il 1° ottobre 1893. 
63
 Il supplente Enrico Scalettaris fece una carriera fulminea: era già dall’a.s. 1866-67 docente, ma insieme il Direttore, del R. Ginnasio Liceo di Santa Caterina, poi divenuto il “Marco Foscarini”, di Venezia, sino a quando divenne dal 1874-75 il Preside del R. Liceo “Virgilio” di Mantova, dove morì nel 1889. 
64
 Aloys von Ceschi a Santa Croce sarebbe divenuto poi dal 1870 al 1872 il Presidente della Stiria e dal 1872 al 1874 il Governatore del Litorale (cioè della Venezia Giulia: Gorizia, Trieste e Pola).  
65
 Ernst Gnad sarebbe stato dal 15 marzo 1867 al 31 dicembre 1869 docente nell’I.R. Ginnasio di Trieste, ispettore scolastico dal 1° gennaio 1870 in Istria a Parenzo, dal 6 agosto 1870 in Tirolo e a Salisburgo con sede a Innsbruck, dal 10 gennaio 1871 in Tirolo a Trento, dal 17 agosto 1874 in tutto il Litorale a Trieste, nel 1880 diventò Cavaliere di terza classe dell’austro-ungarico Ordine della Corona Ferrea. Posto in pensione il 9 dicembre 1889, si stabilì a Graz. Vi morì nel 1918. 

Ultima modifica il 10-06-2021